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BAMBINI…A TAVOLA!

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L’alimentazione è un tema delicato ed incredibilmente vasto, soprattutto quando si parla di bambini.

Questo articolo si propone di dare spunti utili ai genitori, per aiutare i bambini ad avere fin da subito un buon rapporto col cibo; se invece siete preoccupati per una marcata selettività alimentare, estrema voracità, obesità infantile etc.., il consiglio è di rivolgersi al pediatra, per escludere cause organiche, e successivamente uno psicologo/psicoterapeuta per farvi accompagnare verso la risoluzione di questi problemi.

La psicoterapia breve strategica opera sui bambini attraverso i genitori, che diventano veri e propri co-terapeuti, sia perché sono loro i veri “esperti” dei propri figli, sia perché il bambino non si senta il “problema”; attraverso accorgimenti suggeriti o trovati insieme ai genitori è possibile sciogliere paure, ansie, difficoltà scolastiche e disturbi alimentari etc.., senza che sia necessaria la presenza in studio del bambino/della bambina.

Entrando nel vivo dell’argomento, ecco alcuni spunti di riflessione:

1) CIBI “PROIBITI” : In casa è bene che siano presenti vari tipi di cibi, dai più salutari ai più gustosi, se infatti questi ultimi sono assenti o proibiti, alla prima occasione (compleanni, merende dai nonni, visite agli amichetti), il bambino li troverà così “preziosi” che potrebbe abusarne, cercare ogni occasione per procurarseli, mangiandoli magari di nascosto, invece è bene tenere a mente che: “se te lo concedi puoi rinunciarvi, se non te lo concedi sarà irrinunciabile” (O. Wilde); ciò non significa libera fruizione dei cibi meno salutari ad ogni ora, un’idea potrebbe essere organizzare merende “speciali” in famiglia dove il cibo gustoso, oltre che un legittimo piacere della vita, diventa una occasione per stare insieme.

2) SAZIETA’: I bambini sanno naturalmente quando sono sazi, per questo è bene che possano decidere quando fermarsi; suggerirgli di finire l’ultima forchettata che hanno nel piatto, se hanno detto basta, è farli dubitare delle loro sensazioni corporee, col tempo non ascolteranno più lo stomaco ma andranno avanti, fame o meno, fino a ripulire il piatto, quindi potrebbero perdere la capacità di ascoltarsi.

E’ stato inoltre dimostrato che piatti troppo pieni inducono i bambini a mangiare oltre il loro fabbisogno, meglio quindi porzioni più ridotte e la possibilità di prenderne ancora se lo desiderano. E’ inoltre sconsigliato insistere perché mangino di più per il timore che dopo poco chiedano uno spuntino, fisiologicamente hanno la necessità di mangiare minori quantità e più spesso di un adulto.

3) ATTENZIONE COSTANTE: Se il suo non mangiare, attira l’attenzione del papà, della mamma, della nonna.., che lo osservano, fanno prediche, cercano di accontentarlo con alternative, nel bene e nel male il bambino si sente al centro dell’attenzione e questo potrebbe incentivare la sua inappetenza; a volte può essere più utile concentrarsi sulla propria alimentazione e sulla conversazione, un clima leggero, in ascolto ma senza eccessi può cambiare le cose.

A volte viviamo il rifiuto del cibo da parte del bambino, come un rifiuto della nostra stessa persona e come sostiene Asha Phillips nel libro: “I no che aiutano a crescere”, nel pasto finiscono per entrare in gioco tali e tante emozioni da far passare l’appetito al bambino che “(…) può trovare poco digeribile, non tanto il cibo quanto l’atmosfera.” , se si cucinano solo i suoi cibi preferiti, ci si preoccupa troppo di ciò che gradisce o meno, si può diventare insicuri, e ciò rende il bambino ancora più sospettoso riguardo a ciò che gli si propone. Può servire proporre cibi nuovi, accettare che certe verdure non siano di suo gradimento ma proporgli di assaggiarne altre, già mettere in tavola un cibo è una proposta, mangiarlo noi per primi è un buon esempio, così facendo passiamo l’idea che esistono tante cose buone!

4) BUON ESEMPIO: Come pretendere che mangino le verdure, se noi non lo facciamo? Che mangino con criterio se noi ci abbuffiamo, o digiuniamo? Curiamo il nostro rapporto col cibo, se abbiamo difficoltà facciamoci dare una mano, solo così possiamo essere adulti da imitare; se non abbiamo problemi particolari il buon senso e qualche buona lettura sono più che sufficienti!